JUVE – WORK IN PROGRESS

Ieri sera è andata in scena la seconda giornata di Champions League che ha visto scontrarsi Juventus e Barcellona. I bianconeri, orfani di CR7 alle prese con il coronavirus, perdono 2-0 per le reti di Dembelè e Messi.

Partita generosa per la squadra di Pirlo, ma non è bastato contro questo Barcellona che ha dominato nel gioco. Le 2 squadre giravano in campo a velocità diverse per esecuzione e soprattutto pensiero.
La Juventus si è dimostrata lenta nelle idee, lenta in fase di impostazione, ha fatto pochissimo movimento senza palla.
I giocatori del Barcellona invece effettuavano un pressing organizzato, mai banale e in funzione dell’azione che ne sarebbe scaturita dopo. Di conseguenza, con velocità e passaggi di prima, ha creato tante occasioni da gol.
Questi sono stati gli ingredienti che hanno prodotto un centrocampo della Juve sovrastato, incapace di contenere le avanzate del Barcellona e completamente in apnea al momento della costruzione del gioco. Il risultato, appunto, è stato tanti errori in fase di impostazione dettati dalla stanchezza, dalla poca lucidità causata dalla velocità e dal pressing avversario che non lasciava il tempo di ragionare.
Kulusewski ha giocato molto al di sotto delle proprie potenzialità, Chiesa è stato cercato molto poco dai compagni, anche se da quel lato avrebbe potuto fare molto male agli avversari e Dybala è stato costretto a giocare lontano dalla porta, sempre braccato da DeJong prima e Busquets poi.
I blaugrana giocano a ritmi molto alti, corrono e fanno correre il pallone. Passaggi rapidi, spesso di prima, nello stretto e ampi cambi di gioco. Pjanic è sembrato un altro giocatore: mentre alla Juve faceva partire l’azione, dava ordine alla manovra, ma sempre a ritmi bassi, ieri sera faceva la stessa cosa ma ad una velocità che a Torino non avevano mai visto se non in sporadiche occasioni.
Pedri per esempio, che va in allenamento in taxi in quanto non ha ancora la patente perché minorenne, è sembrato già un giocatore più che affermato tra le maglie della difesa bianconera, sgusciando qua e là tra giocatori come Cuadrado e Demiral con una naturalezza degna di un giocatore esperto e minimamente intimidito dal blasone della competizione o dagli avversari.

Si parla di una Juve in difficoltà in quanto è una squadra in costruzione, con un allenatore nuovo e inesperto, con giocatori che devono trovare i giusti meccanismi tra loro. Beh…in realtà si trova in questa situazione anche il Barcellona, scosso ancora dal terremoto societario dopo le dimissioni di Bartomeu, il cambio di allenatore, e da un organico che è in fase di rifondazione generazionale, con l’innesto di tanti giocatori giovanissimi.
Ci si chiede pertanto se il divario visto ieri sera possa essere dovuto al gioco, alla mentalità e alla qualità degli interpreti, piuttosto che dall’esperienza internazionale dei giocatori stessi e dal rinnovamento della squadra.

In conclusione, ha molto da lavorare ancora la Juve, su tecnica e velocità di gioco soprattutto. Rabiot si è dimostrato poco all’altezza, Bentancur deve migliorare per intensità, ma per farlo ha bisogno di compagni che lo aiutino a centrocampo. Probabilmente manca qualcosa in quel ruolo e da lì poi costruire il gioco con dedizione, coraggio, lucidità e spregiudicatezza…
(vedi il Barcellona di ieri sera).

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