SERIE A NEL CAOS
Stanno facendo molto discutere le decisioni prese dalla Lega Calcio in merito all’emergenza sanitaria legata al “corona virus” e il conseguente rinvio di alcune partite del campionato di Serie A.
Molti presidenti e allenatori gridano al complotto e dicono che quello che si sta svolgendo è ormai un campionato falsato, per non parlare dei tifosi, che si stanno scatenando sui social accusandosi a vicenda per quanto accaduto.
Ciò di cui si accusa il principale organo del calcio italiano, è di aver agito in maniera poco tempestiva e per niente paritaria.
Ovviamente ci troviamo davanti ad una emergenza nazionale mai avvenuta prima, in cui le autorità competenti hanno fortemente sconsigliato, e in alcune zone addirittura vietato, manifestazioni che coinvolgessero un numero elevato di persone, proprio per evitare il proliferare del virus.
Di conseguenza è stata presa la decisione, a poco più di 24h dall’inizio, di rinviare a maggio le seguenti partite:
UDINESE – FIORENTINA; MILAN – GENOA; SASSUOLO – BRESCIA; PARMA – SPAL; JUVENTUS – INTER; SAMPDORIA VERONA.
Si disputano regolarmente LAZIO – BOLOGNA; NAPOLI – TORINO; LECCE – ATALANTA; CAGLIARI – ROMA.
Ci si domanda perchè sia stata rinviata Juventus – Inter ad esempio e disputata regolarmente Napoli – Torino, con i tifosi ospiti che vanno dal Piemonte al capoluogo partenopeo indisturbati, oppure i tifosi dell’Atalanta che vanno a Lecce (controllati uno ad uno con apparecchiature pronte a riscontrare eventuali sintomi sospetti).
Ogni società ovviamente si è fatta i suoi calcoli.
La Juventus se avesse disputato la gara a porte chiuse avrebbe perso guadagni per circa 5 milioni di euro, a differenza di altre squadre che hanno regolarmente giocato con il proprio pubblico a sostegno. Per l’Inter invece si tratta già della seconda gara rinviata per lo stesso motivo, e se si dovesse davvero recuperare a maggio, comporterebbe per i nerazzurri un tour de force non indifferente con partite ogni 3 giorni qualora dovesse andare avanti in tutte e 3 le competizioni.
Lo sfogo di Zhang, presidente dell’Inter, nei confronti di Dal Pino è solo l’ultima puntata di questa vicenda, affatto chiusa. La FIGC sta ipotizzando di aprire un’inchiesta.
L’ultima ipotesi era quella di far slittare le partite della 26a giornata alla prossima settimana, ma sembra non esserci il placet da parte di tutte le squadre.
Le questioni sono 2 quindi una di carattere economico e l’altra di natura etica.
La decisione più giusta forse sarebbe stata quella di disputare l’intero turno regolarmente, ma a porte chiuse anche nelle città considerate sicure. Questo per non incidere sulla regolarità del campionato, non appesantire il calendario sportivo di Maggio e per non creare disparità a livello economico, facendo in modo che nessuna squadra avesse modo di trarre profitto dai propri tifosi. Ovvio questo comporta comunque una perdita a livello economico, ma è un deficit comune per tutte le squadre che avrebbero dovuto giocare in casa, e non solo per alcune.
A questo proposito si potevano vagliare alcune soluzioni, in realtà già ipotizzate, come ad esempio trasmettere eccezionalmemte le partite in chiaro e utilizzare i proventi relativi alle pubblicità come parziale risarcimento per quelle squadre che hanno dovuto rinunciare all’apporto economico scaturito dai propri tifosi.
